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Loess e paleosuoli come strumento di ricostruzione Paleoambientale del Quaternario continentale nell’Italia Centro - Settentrionale.  

Mauro Cremaschi, Luca Trombino, Chiara Pizzi, Andrea Zerboni, Alessandro Perego, Chiara Compostella.

 

Il suolo, trovandosi all'interfaccia fra litosfera e biosfera, risente profondamente dei processi che alterano l’equilibrio di entrambe, registrandone gli effetti sotto forma di figure permanenti, analizzabili e riconoscibili mediante specifiche tecniche analitiche. Pertanto, esso può divenire un importante indicatore delle variazioni climatiche e ambientali delle aree continentali tra il tardo Terziario, il Pleistocene glaciale e l'Olocene. I cambiamenti climatico/ambientali registrati dai paleosuoli vengono studiati nei seguenti casi di studio: depositi loessici e paleosuoli della pianura padana e dello spartiacque ligure piemontese, depositi eolici in area costiera Ligure, Toscana e sull’Isola d’Elba, paleosuoli montani e fluttuazioni del limite del bosco in area alpina e appenninica, paleosuoli e depositi in grotta al margine alpino. Particolare attenzione viene prestata ai contesti geoarcheologici e ai siti Paleolitici connessi al loess, nonché alle tecniche radiometriche per la loro datazioni (TL, OSL, RSL).
Lo studio si svolge in stretta collaborazione con Dipartimento di Scienze della Terra Università di Innsbruck, con il Dipartimento per lo Studio del Territorio e delle sue Risorse dell’Università di Genova e con il CNR - IDPA.

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